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Palazzo Ducale, Rotonda San Lorenzo, Basilica S. Andrea, Palazzo di San Sebastiano, Palazzo Canossa, Santa Maria della Vittoria, Teatro Bibiena |
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Arte e cultura

Santa Maria della Vittoria Chiesa della Madonna della Vittoria - Via Fernelli, Mantova

La chiesa di Santa Maria della Vittoria fu edificata nel 1495 per volontà del marchese Francesco Gonzaga, che volle legare la costruzione dell’edificio alla vittoria da lui ottenuta sui francesi di Carlo VIII, al comando della Lega Veneziana, nella battaglia di Fornovo. Fu consacrata l’anno successivo. La responsabilità del progetto è da assegnare a Bernardino Ghisolfo, in quel periodo responsabile delle fabbriche gonzaghesche.
La semplice facciata della chiesa, in stile tardo gotico, si affaccia sulla piazzetta di san Simone; presenta un fregio in terracotta che corre sotto il cornicione, sui lati visibili dell’edificio.
L’apparato decorativo interno è rinascimentale, di ambito sicuramente mantegnesco: infatti una stretta relazione con le idee di Andrea Mantegna, con il suo gusto per l’antichità classica e per i marmi romani, è riscontrabile nell’effetto illusionistico della pittura che caratterizza l’intera navata della chiesa. La parete di fronte alla porta d’ingresso presenta ancora parti di una raffinata tappezzeria a finto cuoio cordovano ed è contro di essa che s’innalzava la pala mantegnesca della Madonna della Vittoria. La pala, commissionata da Francesco II ad Andrea Mantegna, fu iniziata nel 1495 e terminata nel 1496, proprio come la chiesa che l’avrebbe poi ospitata e con la stessa motivazione. La trionfale composizione è inserita in un pergolato lussureggiante di fiori, frutta, uccelli, pietre preziose, dal brillante effetto cromatico. La Madonna in trono col Bambino è raffigurata mentre benedice Francesco II, guerriero inginocchiato a chiedere protezione. Attorno personaggi sacri: San Michele, San Giorgio, Sant’Andrea, San Longino e, ai piedi della Vergine, Santa Elisabetta e San Giovannino. Sulla base marmorea del trono si legge l’intera sequenza raffigurante la creazione dell’uomo, il peccato originale e la cacciata dal Paradiso terrestre.
Questa splendida pala, tempera su tela, di grandi dimensioni (cm. 280x166), requisita dai francesi nel 1797, è oggi conservata al museo del Louvre.
Recentemente, su una felice intuizione del direttore del Museo Civico di Palazzo Te, Ugo Bazzotti, sono stati scoperti, intatti, nelle dodici vele delle volte della chiesa, affreschi raffiguranti immagini di santi e beati. Dopo il recupero eseguito dallo studio del restauratore Augusto Morari, in ciascuna vela è emersa una ghirlanda che incornicia un oculo da cui si affaccia il busto di un santo (segnalato da un’aureola) o di un beato (caratterizzato da una raggiera dorata). I pittori delle figure sono da ricercare – come segnala il prof. Bazzotti - in ambito veronese: in particolare vengono avanzati i nomi di Domenico Morone (1442 – 1517) e di suo figlio Francesco (1471 – 1529). La stupefacente scoperta delle volte non è visibile dalla navata della chiesa: un soffitto ottocentesco divide infatti l’aula inferiore dalla parte alta. In proposito resta acceso il dibattito tra sovrintendenti e studiosi sull’opportunità di rimuovere tale soffitto che, attualmente fa da pavimento agli spazi occupati dal soprastante asilo Strozzi Valenti Gonzaga. L’asilo trovò collocazione al piano superiore della chiesa dal 1899.
Il piano inferiore, dopo varie utilizzazioni, fu sede, dal 1942 al 1986, prima di un’officina meccanica, poi del laboratorio di cromatura e nichelatura con bagni galvanici della ditta Staboli.
Dal 2001 la Chiesa è stata affidata in concessione dal comune di Mantova all’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, che si sono assunti l’onere del risanamento e del recupero dell’edificio e che, grazie anche ai contributi di numerosi sponsor e del Ministero dei Beni culturali (attraverso la Direzione Regionale per i Beni Culturali e la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici delle prov. di Br, Cr, Mn), hanno restituito alla città, dopo anni di lavori, lo straordinario monumento, inaugurato il 5 settembre 2006. Da quella data la chiesa, diventata museo di se stessa, è aperta al pubblico ed è utilizzata per conferenze, convegni, concerti e mostre temporanee.

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