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Intervento del Direttore del Museo Civico di Palazzo Te Ugo Bazzotti, Intervento del Sindaco di Mantova Fiorenza Brioni, Intervento di Salvatore Settis alla conferenza in preparazione de “La Forza del Bello. L’arte greca conquista l'Italia”. , Intervento del Presidente del Centro Palazzo Te Enrico Voceri |
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11 Marzo 2008 - Intervento del Direttore del Museo Civico di Palazzo Te Ugo Bazzotti

L'ideale di bellezza che permea la cultura occidentale e accompagna la nostra esistenza quotidiana, come una delle certezze più salde e foriere di speranza, ha le radici nella civiltà greca. La bellezza moveva gli eserciti, mutava il destino del popoli.
Ne offre eloquente testimonianza l'Iliade: la bellezza straordinaria di Elena accende la lunga lotta tra Greci e Troiani, e tutto questo avviene come conseguenza della sfida tra Venere, Giunone e Minerva, affidatesi a Paride per ottenere il riconoscimento del primato nella bellezza.
L'episodio determinante del poema omerico, la fatale discesa in campo del vindice Achille, è preceduto dalla lunga descrizione delle armi bellissime, "che mai / mortal non indossò", forgiate per l'eroe da Vulcano. La bellezza dà forma alla forza, la riveste, la sublima. In modo analogo il pensiero e l'arte della Grecia conquistano il laborioso popolo etrusco e, lo ammette Orazio, i bellicosi romani vincono sul campo di battaglia ma sono sopraffatti dall'inarrivabile splendore della cultura ellenica.
Questa mostra racconta come meglio non si potrebbe la fortuna dell'arte greca nell'Italia antica e, per secoli avvenire, sino al Rinascimento: un evento straordinario, crediamo, per la complessità dell'indagine e la ricchezza dei risultati. Per questo motivo abbiamo accolto volentieri il suggerimento di Salvatore Settis di esporre parte del materiali nelle sale monumentali di Palazzo Te, in un itinerario che si conclude nella consueta sede delle Fruttiere.
L'idea è stata elaborata con sensibilità da Andrea Mandara, che ha saputo dare risalto alle opere esposte senza prevaricare né cedere, al cospetto dell'esuberante apparato decorativo di Giulio Romano. Si può anzi affermare che il dialogo instaurato tra gli oggetti esposti e le sale monumentali porti a una reciproca valorizzazione, a un arricchimento complessivo del godimento estetico, della tensione emotiva. L'occhio trascorre dai marmi luminosi e dai bronzi levigati agli incarnati a fresco, agli stucchi armoniosi, alle citazioni classiche ovunque presenti, in un gioco multiforme e sorprendente di corrispondenze e contrappunti. Si è inteso accogliere con sommo decoro il prezioso tesoro d'arte antica che musei di tutto il mondo hanno messo generosamente a disposizione dell'evento, e onorare al contempo il genio di Giulio. Il grande artista, che nel 1526 donava la propria cospicua collezione di marmi classici a Federico II Gonzaga, si troverebbe oggi a suo agio nelle sale da lui concepite e decorate come "moderna" variazione sui temi della bellezza ereditati dalla Grecia e da Roma.
Desideriamo ringraziare tutti i Soci del Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te e gli sponsor che hanno sostenuto con entusiasmo il progetto.
Ugo Bazzotti
Direttore del Museo Civico di Palazzo Te
Enrico Voceri
Presidente del Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te.
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