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Prima sezione: Un'Italia greca
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La presenza di opere d'arte greca sul suolo italiano comincia almeno dal VII secolo a.C.
A volte sono le opere di artisti greci ad essere importate in Italia, a volte gli stessi artisti si trasferiscono in Italia. Ma buona parte dell'Italia è allora interamente greca: colonie greche - come Tarante, Sibari, Crotone, Reggio, Siracusa, Agrigento - popolano infatti le coste dell'Italia meridionale - la Magna Grecia - e della Sicilia.
Le opere d'arte prodotte in queste città sono ovviamente del tutto greche, anche se talvolta hanno caratteri stilistici peculiari. Ma anche altri popoli non greci dell'Italia antica importano in massa oggetti di prestigio prodotti in Grecia e se ne fanno profondamente influenzare: emergono fra questi gli Etruschi e, più tardi, i Romani. Ceramiche e sculture non vengono importate per il loro valore d'arte, bensì per la loro funzione, ad esempio per comporre corredi funebri o gli arredi dei santuari; tuttavia, la fortuna dei criteri di analisi del visibile e di rappresentazione elaborati dall'arte greca è dovuta soprattutto alle sue alte qualità formali, alla sua capacità di narrare il mito (e più tardi la storia), ma anche di "mostrare" al meglio il bello, l'umano e il divino.
E' proprio in questi secoli che l'arte greca sviluppa infatti i suoi tratti caratteristici più marcati e più duraturi, cioè:
• un'accentuata attenzione al corpo umano nei suoi valori di energia e di eleganza;
• la contrapposizione e l'equilibrio fra le norme del controllo sui movimenti del corpo e la sfrenatezza consentita in condizioni estreme (la guerra, le danze bacchiche);
• il contrasto fra la sensualità dei corpi, specialmente femminili, e l'intensità ideale dei volti, specialmente maschili;
• infine, le modalità di narrazione del mito e la rappresentazione degli dèi.
Questi stessi caratteri formeranno, nel tempo, le categorie estetiche della ricezione dell'arte greca. Saranno le ragioni della sua fortuna, e perciò ci permettono di articolare e intendere storicamente la forza del bello.
La sezione si apre con uno straordinario capolavoro: il Torso di kouros cosiddetto "Apollino Milani" in marmo bianco, dal Museo Archeologico di Firenze, ricongiunto alla Testa di kouros da Osimo in marmo, in collezione privata; eccezionalmente vengono assemblati come in origine. Tra i pezzi di grande bellezza e importanza, la copia in bronzo del monumentale Cratere di Vix, da Châtillon-sur-Seine, appaiato al grande Perirrhanterion fittile da Metaponto; la splendida Testa femminile in marmo da Francoforte e una scultura monumentale di provenienza siciliana: Statua di Mozia, in marmo. Queste sculture fanno parte di un gruppo di otto opere tutte provenienti dalla Sicilia, richieste dai curatori per esemplificare la massiccia presenza dell'arte greca nelle greche Italia Meridionale e Sicilia. Altre opere sono il Sileno inginocchiato da Armento, in bronzo, proveniente da Monaco e la Statua di Zeus da Ugento da Taranto. La pluralità dei media di trasmissione di forme e valori della cultura greca è esemplificata, nella mostra, anche attraverso esemplari dì pittura vascolare dì altissima qualità pittorica.
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Visite serali in esclusiva
E' possibile organizzare visite serali per gruppi o visite serali individuali in esclusiva, al di fuori degli orari di apertura al pubblico, per ammirare le eccezionali opere esposte in una cornice unica e di grande fascino. |
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